Fino a due anni fa non esisteva. Oggi la ZXMoto 820RR ha vinto sei gare nel Mondiale Supersport, è terza nella classifica costruttori dietro solo a Ducati e Yamaha, e in Svizzera si compra a meno di 9.000 franchi. In Italia bisogna ancora aspettare, ma il percorso è già tracciato. Ecco tutto quello che serve sapere — tecnica, prestazioni, prezzi e soprattutto come e quando metterla in garage.

Chi è ZXMoto (e perché non è “l’ennesima cinese”)
Il marchio nasce nel 2024 dalla scissione di Zhang Xue da Kove, azienda che aveva contribuito a fondare e diretto per anni. La sigla ZXJC — commercialmente ZXMoto — porta le sue iniziali. Non è dunque una startup improvvisata: dietro c’è un progettista ed ex pilota con una ventennale esperienza industriale e una filiera già rodata.
Il debutto europeo è arrivato a EICMA 2025, con un colpo di teatro: tredici modelli presentati in una volta sola. Supersportive (500RR con quattro cilindri da 470 cc e 84 CV, 820RR con il tre cilindri da 819 cc), naked (820R e 500F), adventure (820ADV), la 450 Rally con ambizioni dakariane, i motocross MX250 e MX450, gli enduro ZX300 e ZX350, la cruiser 600V con bicilindrico a V. Un ventaglio di architetture motore — tre cilindri, quattro cilindri, V2, monocilindrico, persino due tempi — che ha sorpreso per un’azienda al primo anno di vita.
Il colpo grosso: il Mondiale Supersport 2026
Qui la storia diventa interessante davvero. ZXMoto è entrata nel WorldSSP 2026 con il team italiano Evan Bros Racing di Ravenna (già campione con Krummenacher nel 2019 e Locatelli nel 2020), affidando la 820RR-RS a Valentin Debise e Federico Caricasulo.
Alla sua terza e quarta gara in assoluto, a fine marzo, la moto ha firmato una doppietta a Portimão. Poi Balaton Park, poi un’altra doppietta a Most, poi Misano con una vittoria all’ultimo giro. A metà stagione il bilancio parlava di sei vittorie, Debise secondo in classifica piloti con 147 punti e ZXMoto terza tra i costruttori, davanti a Triumph, Kawasaki, Honda e MV Agusta. Al primo anno.
Non è marketing: è un risultato cronometrato in un campionato mondiale a moto derivate dalla serie. Ed è esattamente il motivo per cui questa moto merita attenzione.
La 820RR: cosa c’è dentro
Il motore
Il cuore è un tre cilindri in linea da 818,8 cc progettato internamente, DOHC 12 valvole. Nella versione base eroga 135 CV (99 kW) a 12.000 giri/min e 80 Nm a 9.500 giri/min, con un’erogazione già piena ai medi regimi — la firma tipica dell’architettura a tre cilindri, che sta a metà strada tra la coppia di un bicilindrico e l’allungo di un quattro.
Due dettagli tecnici non banali:
- Doppio raffreddamento, a liquido e a olio, per la stabilità termica nell’uso in pista;
- Presa d’aria dinamica (RAM Air) integrata nel frontale;
- Comando gas ride-by-wire Bosch, base per tutta l’elettronica di controllo.
Il costruttore dichiara uno 0-100 km/h in 2,81 secondi.
Ciclistica e peso
Telaio perimetrale in alluminio, forcellone in alluminio, scarico in alluminio, uso diffuso di leghe di magnesio. Il risultato è un peso in ordine di marcia di 193 kg — non un record assoluto, ma un valore competitivo per una stradale completa di serbatoio da 18 litri e cruise control.
La sella è alta 825 mm, ma la zona centrale strettissima la rende accessibile anche a chi non è altissimo. La posizione di guida è sportiva senza essere estrema: busto inclinato in avanti, ma senza scaricare tutto il peso sui polsi.
Le chicche da pista
Sono i dettagli che raccontano meglio la filosofia del progetto:
- Cannotto di sterzo a geometria regolabile — si può modificare l’inclinazione, soluzione normalmente riservata alle moto da corsa;
- Regolazione dell’antisquat, per bilanciare trazione in uscita di curva e stabilità;
- Filtro dell’aria accessibile svitando due viti, senza smontare mezza moto. Chi ha fatto manutenzione su una supersportiva moderna sa quanto valga.
Dotazione di serie
Già sulla versione base c’è tutto quello che serve, e qualcosa in più: Elemento Dettaglio Quickshifter Bidirezionale (su e giù) Sospensioni Completamente regolabili Elettronica IMU a 6 assi, ABS cornering, traction control cornering, 5 riding mode Comfort Cruise control (raro su una supersportiva pura) Sicurezza TPMS — sensori di pressione pneumatici Accensione Keyless / tecnologia NFC Strumentazione Display TFT
Le versioni: dalla stradale alla quasi-racing
La piattaforma 820 si articola su più livelli. Attenzione, perché le denominazioni cambiano leggermente da mercato a mercato:
820RR (base) — 135 CV, 193 kg, serbatoio 18 litri, freni Taisko a quattro pistoncini radiali. È la versione “stradale” e sarà quella di riferimento per l’Europa.
820RR Plus / RR-R — Il salto di qualità. Rapporto di compressione da 13,0:1 a 13,3:1, valvole in titanio al posto di quelle in acciaio: la potenza sale a 145 CV a 13.500 giri, con limitatore spostato a 14.750. Forcella e mono KYB da 43 mm (con trattamento DLC), pinze Brembo M50 più pompa e pinza posteriore Brembo, cerchi forgiati che tagliano circa 7 kg, winglet e terminale in carbonio, serbatoio ridotto a 16 litri, TFT da 6,2″ con sistema operativo Android, ammortizzatore di sterzo. Peso: 186 kg.
820RR-RS / RR-RC — La versione più vicina alla moto da gara: circa 150 CV, peso dichiarato fino a 175 kg, sospensioni Öhlins, pinze Brembo GP4, scarico Akrapovič in titanio. È la base della moto che corre nel Mondiale.
Sulla stessa piattaforma esiste anche la naked 820R, con lo stesso tre cilindri da 135 CV e componentistica cinese per contenere il prezzo.
Come va: le impressioni dalla prova su strada
Chi l’ha guidata su strade di montagna riporta un quadro coerente e piuttosto convincente.
Il tre cilindri è elastico e sfruttabile ai bassi e medi regimi — si può guidare “pigri”, senza rincorrere il contagiri. Ma superati gli 8.000 giri cambia carattere e diventa decisamente aggressivo, accompagnato da un sound pieno e coinvolgente. Il quickshifter lavora con precisione sia in inserimento che in scalata.
La ciclistica è il punto forte: agile nei cambi di direzione, stabile nei tornanti veloci, con un feeling che trasmette fiducia. L’elettronica c’è ma non è invadente: interviene senza filtrare le sensazioni, lasciando una guida autentica e diretta.
La conclusione dei tester è netta: l’industria cinese non sta più copiando, sta progettando. E lo sta facendo a un livello che obbliga i marchi storici a rivedere i propri listini.
I prezzi nel mondo (e cosa dicono sull’Italia)
Qui serve chiarezza, perché in rete circolano cifre molto diverse tra loro. Il motivo è semplice: il prezzo cinese non è il prezzo europeo, e chi li confronta direttamente sta paragonando mele e pere. Mercato Modello Prezzo 🇨🇳 Cina 820RR-R 61.980 yuan ≈ 8.000 € 🇨🇳 Cina 820R (naked) ≈ 5.300 € 🇨🇭 Svizzera 820RR CHF 8.990 🇨🇭 Svizzera 820RR-R CHF 10.490 🇨🇭 Svizzera 820RR-RC CHF 15.490 🇪🇸 Spagna 820RR 9.992 € (previsto, in attesa di omologazione CO₂)
Il dato spagnolo è il più significativo per noi, perché la Spagna è nell’Unione Europea come l’Italia: stessa omologazione, stessi dazi, IVA simile. È quindi la miglior stima disponibile del futuro listino italiano.
Tra i 9.500 e i 10.500 euro, la 820RR si troverebbe a battagliare con Yamaha R9, Triumph Daytona 660, MV Agusta F3 800 e Aprilia RS 660, offrendo però più cavalli di quasi tutte e una dotazione elettronica che nel segmento è da riferimento.
Tra il prezzo cinese e quello europeo ci sono di mezzo: dazi doganali, omologazione Euro 5+ (con l’onerosa certificazione delle emissioni di CO₂), trasporto, IVA, garanzia, ricambi e margine della rete di vendita. Chi promette la 820RR a 6.000 euro in Italia, semplicemente, non sa di cosa parla.
🇮🇹 Come comprare la ZXMoto 820RR in Italia
Questa è la parte che conta. Facciamo ordine, perché la situazione è in movimento e circolano informazioni contraddittorie.
1. La via ufficiale (l’unica davvero consigliabile)
L’importatore esclusivo per l’Italia è il Gruppo Padana Sviluppo, tramite la controllata KMI S.r.l.
L’accordo pluriennale è stato firmato a fine marzo 2026. Padana Sviluppo è un’azienda bresciana che in Italia distribuisce già Kymco, CFMoto, Voge e Yadea, con una rete di circa 1.000 rivenditori e officine autorizzate. Non è un dettaglio secondario: per un marchio nuovo, la disponibilità di ricambi e la gestione delle garanzie valgono quanto la scheda tecnica.
⚠️ Attenzione a un errore diffuso in rete. Alcuni siti italiani riportano che il distributore sarebbe Desmotrón. È un fraintendimento: Desmotrón (Gruppo Onex, ex distributore Ducati in Spagna per 26 anni) è l’importatore spagnolo. Per l’Italia il riferimento è Padana Sviluppo / KMI.
Tempistiche realistiche
Il calendario è legato alle omologazioni europee, non alla volontà commerciale:
- Fine 2026 → arriva la 500RR (quattro cilindri, 470 cc, 84 CV). Sarà la prima ZXMoto immatricolabile in Italia.
- Nel corso del 2027 → arriva progressivamente il resto della gamma, 820RR inclusa.
In Spagna, dove il processo è più avanzato, la 820RR è attesa per l’inverno 2026/2027 in attesa del completamento dell’omologazione CO₂. L’Italia dovrebbe seguire a ruota o con un lieve ritardo.
Alla data di agosto 2026, Padana Sviluppo non ha ancora pubblicato listini ufficiali né aperto i pre-ordini per la 820RR.
Cosa fare concretamente, oggi
- Individua i concessionari del gruppo vicino a te. Chi tratta già Kymco, CFMoto o Voge è il candidato naturale a diventare punto vendita ZXMoto. Chiedi direttamente in salone se hanno ricevuto comunicazioni sul marchio.
- Lascia una manifestazione d’interesse. Non è un ordine vincolante, ma sui primi lotti — che saranno contingentati — la posizione in lista conta.
- Monitora EICMA 2026 (Milano, novembre). È il palcoscenico naturale per l’annuncio di listini e date italiane, ed è probabile che ZXMoto ci arrivi con tutta la gamma 820 e forse anche con la futura 1000RR.
- Chiedi le condizioni di garanzia per iscritto. In Spagna ZXMoto lancia con 5 anni di garanzia: verifica se la stessa formula sarà replicata in Italia. Su un marchio giovane, è l’informazione più importante dopo il prezzo.
2. Importare dalla Svizzera: sconsigliato
È la tentazione ovvia — la 820RR è già ordinabile in Svizzera a CHF 8.990 presso una decina di concessionari (Moto X, KMS Racing, Auto Voegeli, Makzary, Garage des Grives), con consegne dall’autunno 2026. Ma è una strada piena di trappole.
Il problema di fondo: la Svizzera non è nell’Unione Europea. Importare una moto dalla Confederazione è a tutti gli effetti un’importazione extra-UE.
Cosa comporta:
- Dazio doganale all’ingresso in UE (voce doganale 8711, aliquota nell’ordine del 6% per le cilindrate superiori agli 800 cc — da verificare caso per caso con uno spedizioniere doganale);
- IVA italiana al 22% calcolata sul valore della moto più trasporto più dazio;
- Pratiche doganali con dichiarazione di importazione e relativi costi di intermediazione;
- Il nodo dell’omologazione. Per immatricolare in Italia serve un’omologazione europea valida con relativo Certificato di Conformità (COC). Se l’esemplare svizzero è omologato secondo standard elvetici e non dispone di COC europeo, l’unica via è l’approvazione in unico esemplare presso la Motorizzazione Civile: procedura lunga, costosa e dall’esito non garantito;
- Garanzia. La copertura offerta dalla rete svizzera difficilmente sarà onorata da un’officina italiana che non ha ancora un rapporto contrattuale con il marchio.
Somma tutto e il vantaggio economico evapora — quando non diventa un vantaggio negativo. Non ne vale la pena.
3. Importare da un altro Paese UE (es. Spagna): tecnicamente fattibile
Questa strada, al contrario, è legittima e percorribile — anche se raramente conveniente. La Spagna avrà la 820RR prima dell’Italia, omologata UE, a 9.992 € previsti.
Come funziona l’acquisto intracomunitario di un veicolo nuovo da parte di un privato italiano:
- Il venditore spagnolo fattura senza IVA locale. Per i “mezzi di trasporto nuovi” (immatricolati da meno di 6 mesi o con meno di 6.000 km) l’imposta si paga sempre nel Paese di destinazione, anche tra privati.
- Versi tu l’IVA al 22% in Italia tramite modello F24 Elide, entro i termini previsti.
- Richiedi il Certificato di Conformità (COC) al venditore. Senza, non si immatricola.
- Presenti la pratica alla Motorizzazione Civile o tramite agenzia di pratiche auto: immatricolazione, targa italiana, carta di circolazione.
- Paghi IPT (imposta provinciale di trascrizione) e i diritti di motorizzazione.
Cosa considerare prima di lanciarti:
- Il costo del trasporto dalla Spagna (o del viaggio per andarla a prendere);
- Le pratiche: fai da te sono complesse; tramite agenzia costano dai 300-500 € in su;
- La garanzia è teoricamente europea, ma nella pratica la gestione dei ricambi e degli interventi su un marchio non ancora presente sul territorio italiano è un’incognita concreta;
- Il differenziale di prezzo con l’Italia sarà probabilmente minimo, visto che si tratta dello stesso mercato unico. Con ogni probabilità non recupererai nemmeno le spese.
Ha senso solo per un motivo: la fretta. Se non vuoi aspettare l’omologazione italiana e sei disposto a pagare per averla sei mesi prima.
4. Siti di export diretto e Alibaba: da evitare
⚠️ Cercando “ZXMoto 820RR buy” saltano fuori portali che promettono spedizioni mondiali immediate (uno si presenta esplicitamente come “la scorciatoia” mentre “la rete ufficiale è ancora ai box”), oltre a inserzioni su Alibaba a 6.999-7.799 dollari.
Sono strade da non percorrere. I motivi:
- Le moto vendute su quei canali sono in versione mercato cinese: non hanno omologazione europea né COC, e quindi non sono immatricolabili in Italia senza una costosissima e incerta approvazione in unico esemplare;
- Nessuna copertura di garanzia, nessuna assistenza, nessun ricambio;
- Rischio concreto di frode su transazioni da diverse migliaia di euro;
- Anche riuscendo a farla arrivare, ti ritroveresti con un oggetto da pista o da esposizione, non con una moto targabile.
Il risparmio apparente si trasforma in una moto che non puoi guidare su strada.
5. Il promemoria burocratico
Quando la 820RR sarà finalmente ordinabile, ricorda:
- Patente A. Con 99 kW e un rapporto peso/potenza ben oltre 0,2 kW/kg, la 820RR richiede la patente A piena. Non è depotenziabile ad A2 (nessuna versione 35 kW è stata annunciata) e non è accessibile con la A2.
- Neopatentati. Chi ha la A da meno di tre anni non ha limiti di potenza sui motocicli (l’art. 117 del Codice della Strada impone limiti di potenza solo alla patente B), ma resta soggetto ai limiti di velocità ridotti: 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle extraurbane principali.
- Assicurazione. Preventivala prima di firmare. Una supersportiva da 135 CV con un marchio senza storico assicurativo in Italia può riservare sorprese sul premio.
- Bollo. Si calcola sui kW: 99 kW la collocano nella fascia alta delle moto.
Il verdetto
La ZXMoto 820RR è probabilmente la moto che segna il punto di svolta: quello in cui “cinese” smette di essere sinonimo di alternativa economica e diventa sinonimo di alternativa, punto. Sei vittorie iridate al primo anno non si comprano con il marketing.
Restano due incognite oneste. La prima è la tenuta nel tempo: nessuno ha ancora percorso 50.000 km con una 820RR, e l’affidabilità reale si misura sugli anni, non sui comunicati. La seconda è il valore residuo: l’usato di un marchio giovane si svaluta più rapidamente, e chi cambia moto ogni due o tre anni deve metterlo nel conto.
Ma la scelta di Padana Sviluppo come importatore risponde in buona parte alla domanda più importante — quella sulla rete di assistenza. E se il prezzo italiano si allineerà davvero attorno ai 10.000 euro, il confronto con le rivali europee e giapponesi diventa scomodo. Per loro.
In sintesi: se la vuoi, aspetta la rete ufficiale. Fine 2026 per vedere il marchio in concessionaria, 2027 per la 820RR targata. Vale la pena aspettare qualche mese in più per avere garanzia, ricambi e un’officina a cui rivolgersi.
Dati aggiornati ad agosto 2026. Listini, tempistiche e dotazioni per il mercato italiano non sono ancora stati ufficializzati e potrebbero variare: verifica sempre presso i concessionari autorizzati prima di qualsiasi impegno d’acquisto.
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