Il Pranzo del Motociclista: come funziona e perché puoi organizzarne uno anche tu

Una tavola, un gruppo di motociclisti, un messaggio che salva la vita. Il format nato nel Cilento con la “Pizza del Motociclista” ora è di tutti: ecco come portarlo nella tua città.


C’è un momento, in ogni giornata in moto, che vale quanto le curve: quello in cui si spegne il motore, si toglie il casco e ci si siede a tavola. È lì che le storie escono, che i gruppi si cementano, che i motociclisti diventano comunità.

Il Pranzo del Motociclista nasce esattamente da questa intuizione: usare il momento più conviviale della nostra passione per far viaggiare un messaggio serissimo — quello della campagna “Abbasso i P.D.M.”, la campagna per la Guida senza Cellulare promossa da motociclismo.top.

Il debutto è stato a Sapri, nel basso Cilento, con la “Pizza del Motociclista”: una serata in pizzeria che ha unito margherite fumanti, chiacchiere di moto e sicurezza stradale, con il sostegno di club locali e di alcuni tra i creator moto più seguiti d’Italia. Ha funzionato. E ha funzionato così bene che abbiamo capito una cosa: questo format non deve restare nostro. Deve diventare vostro.

Cos’è, in due parole

Il Pranzo del Motociclista è un incontro conviviale — pranzo, cena o pizzata, il nome è una bandiera, non una gabbia — organizzato da motociclisti per motociclisti, in un ristorante o una pizzeria del proprio territorio, dedicato alla campagna “Abbasso i P.D.M.”

P.D.M. sta per Pericoli Da Monitorare: quegli automobilisti che guidano con il telefono in mano e che, in dieci secondi a occhi bassi su uno schermo, possono non vederti arrivare. La distrazione alla guida è la prima causa di incidente in Italia, e chi viaggia su due ruote paga il conto più salato. Contro questo pericolo non serve una legge in più: serve cultura. E la cultura, tra motociclisti, si costruisce dove si è sempre costruita — a tavola.

Come funziona: la ricetta in cinque passi

La bellezza del format è la sua semplicità. Non servono budget, patrocini o esperienza da event manager. Serve un motociclista con voglia di fare. Ecco la ricetta:

1. Scegli il locale. Un ristorante, una trattoria, una pizzeria della tua zona, possibilmente con un parcheggio dove le moto si vedano — perché una fila di moto davanti al locale è già metà della comunicazione. Parla con il gestore: un gruppo di motociclisti a menù concordato è un affare anche per lui.

2. Fissa data, menù e quota gadget. Meglio un menù fisso o pochi piatti a prezzo chiuso: semplifica tutto, per te e per il locale. Un pranzo domenicale dopo il giro, una cena infrasettimanale, una pizzata del venerdì: funziona qualsiasi formula, purché la prenotazione sia obbligatoria. Nel prezzo concordato con il gestore va inclusa una piccola quota per ogni singolo pranzo destinata all’acquisto dei gadget della campagna — ed è il locale, non tu, a occuparsene. Del meccanismo parliamo nel dettaglio più sotto, perché è il vero motore del format.

3. Dai voce alla campagna. È il cuore del format. Bastano cinque minuti tra una portata e l’altra: due parole sul perché siete lì, sul significato di “Abbasso i P.D.M.”, sull’impegno di ciascuno a guidare — in moto e in auto — senza cellulare in mano. Sul sito della campagna trovi il manifesto, il logo e i materiali da stampare o mostrare.

4. Racconta l’evento. Una foto di gruppo con le moto, qualche storia sui social, il tag alla campagna e al gruppo Facebook. Ogni pranzo raccontato ispira il prossimo, in un’altra città, organizzato da qualcun altro. È l’effetto rete: la campagna cresce un tavolo alla volta.

5. Comunicacelo. Scrivici prima e dopo: segnaliamo gli eventi in programma, diamo visibilità a chi organizza e raccontiamo su motociclismo.top i pranzi che si sono tenuti. Il tuo evento locale diventa parte di una storia nazionale.

I soldi? Il motociclista non li tocca. Mai.

Questo è il punto che distingue il Pranzo del Motociclista da mille altre iniziative, ed è bene scriverlo a chiare lettere: chi organizza non maneggia un euro. Niente casse comuni, niente raccolte al tavolo, niente “poi ti giro la mia parte”. Il motociclista organizza, il ristorante fa il resto.

Il meccanismo è semplice e pulito:

Una quota su ogni pranzo. Quando concordi il menù con il gestore, dentro il prezzo di ogni singolo coperto viene compresa una piccola quota destinata alla campagna. Ogni partecipante paga il proprio pranzo direttamente al locale, come in qualsiasi cena tra amici. Nessun passaggio di denaro tra motociclisti.

È il locale a comprare i gadget. Con la somma raccolta attraverso quelle quote, è il ristorante o la pizzeria ad acquistare direttamente i gadget della campagna — adesivi, materiali, articoli con il logo “Abbasso i P.D.M.” — che poi vengono distribuiti ai partecipanti e ai clienti, facendo viaggiare il messaggio ben oltre la serata.

Per il locale è pubblicità, con tanto di fattura. L’acquisto dei gadget avviene con regolare fattura pubblicitaria intestata al locale: per il gestore è a tutti gli effetti un costo di promozione della propria attività, documentato e deducibile come le altre spese pubblicitarie — un vantaggio fiscale concreto, oltre a una sala piena di motociclisti e a un’immagine di locale che investe nella sicurezza del territorio. Vincono tutti.

Trasparenza totale, fattura alla mano. E qui sta la garanzia che rende il format a prova di malizia: la fattura viene poi mostrata al gruppo di motociclisti che ha organizzato l’evento. Ognuno può verificare che ogni euro della quota sia finito esattamente dove doveva finire: in gadget che diffondono la campagna. Nessun fine di lucro, nessuna zona grigia: l’iniziativa non fa guadagnare nessuno, se non la sicurezza di chi sta sulla strada.

È un piccolo circolo virtuoso: i motociclisti mangiano e stanno insieme, il locale lavora e si fa pubblicità, la campagna si diffonde. E tutto resta nero su bianco.

Perché organizzarne uno (sì, proprio tu)

Perché la campagna “Abbasso i P.D.M.” non è un’iniziativa da guardare: è un’iniziativa da fare. Non ha bisogno di spettatori, ha bisogno di ambasciatori.

E poi c’è un motivo più profondo. Quando la sicurezza stradale arriva da un cartello o da uno spot, scivola addosso. Quando arriva da un amico, a tavola, tra una risata e un bicchiere, resta. Il Pranzo del Motociclista funziona perché non fa la predica: apparecchia. E intorno a quel tavolo il messaggio “Guida senza Cellulare” smette di essere uno slogan e diventa un patto tra persone che si guardano in faccia.

Organizzarne uno significa anche fare del bene al proprio territorio: si porta lavoro a un locale della zona, si dà un motivo in più ai gruppi locali per ritrovarsi, si mostra ai non motociclisti che questa comunità sa essere qualcosa di più di un rombo che passa. E lo si fa a mani pulite, nel senso letterale del termine: senza toccare denaro, senza responsabilità economiche, con un meccanismo dove ogni euro è tracciato da una fattura che tutti possono vedere.

E non serve essere in cento. Otto amici a tavola con un messaggio giusto valgono più di mille like. Se poi diventano venti, cinquanta, cento — tanto meglio. Ma il primo tavolo è quello che conta.

Da dove cominciare

Tutto quello che ti serve è sul sito della campagna: pdm.motociclismo.top — manifesto, logo, materiali e contatti. Unisciti anche al gruppo Facebook della campagna per raccontare il tuo evento e vedere cosa stanno organizzando gli altri.

Poi scegli un locale, chiama gli amici, fissa una data.

La prima Pizza del Motociclista è stata a Sapri. Il prossimo Pranzo del Motociclista può essere nella tua città. Portate la moto, portate la fame — e soprattutto, portate la mente in moto.

Perché “solo se hai la mente in moto…”, il resto viene da sé.


Un’iniziativa di motociclismo.top · Campagna “Abbasso i P.D.M.” — Guida senza Cellulare

Se vuoi ulteriori informazioni puoi lasciare un messaggio o contattarci via Whatsapp al 340 49 31 860


Scopri di più da Motociclismo.top

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *